Addio antichi mestieri a Roma e ai Castelli Romani, resiste solo il falegname.

Lavori di falegnameria a Roma

Ho trovato questo interessante articolo sul ” Il Tempo” online.

In estinzione i mestieri antichi ai Castelli Romani. I pochi rimasti in piedi a Genzano, Frascati, Velletri, Rocca di Papa e Albano lasciano aperte le loro botteghe nel nome di una tradizione tramandata di padre in figlio da almeno cinquant’anni. Per questi mastri superstiti il guadagno non manca, ma si parla di rarità ormai che nel territorio si contano sulle dita di una mano. Il casaro che preparava il formaggio, il ramaio per le pentole, il legatore di libri, la merlettaia e il musicista di strada sono quasi un ricordo.

Nell’album storico di vita delle persone comuni c’è ancora posto per il bottaio Alfredo in piazza Pia ad Albano, per il calzolaio di Genzano Ettore, per la sarta Rossella, alle porte di Nemi, e per i musicisti di strada come Stefano. Un tempo, sotto casa, passava anche due volte al giorno, l’arrotino e l’ombrellaio che attiravano folle di casalinghe per i vicoli cittadini. Oggi succede ogni 15 giorni e non dappertutto. «L’appuntamento col calzolaio ai cambi di stagione era quasi obbligato per rimettere in forma le vecchie scarpe – racconta Ettore – oggi il lavoro è poco, i vecchi scarponi stanno scomparendo». Il salumiere, per le festività, lavorava artigianalmente i salumi e li metteva da parte per i suoi clienti affezionati, «succede ancora per fortuna – dice il norcino Danilo – il buon cibo non tramonta mai, certo siamo rimasti davvero in pochi!». Un tempo, quando non esistevano i grandi mobilifici economici, il falegname lavorava tutto l’anno per preparare i mobili su misura per bagno, cucina e salotto. C’era solo lui sulla piazza. Oggi invece resistono le falegnamerie antiche come quella della famiglia Santoni in via Furio a Velletri. Ma è un mestiere in estinzione anche questo. E la storica sarta creava e riparava con la sua Singer, abiti da sposa, cappotti e vestiti, «oggi ripariamo vestiti di vent’anni fa – dice Rossella – il lavoro c’è, bisogna saperlo fare». E tra orli, scarponi e la musica di un artista di strada, l’artigiano doc tira a campare e tiene alta la bandiera degli antichi mestieri.

Articolo tratto da “Il Tempo”,
Chiara Rai

08/01/2011

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